• Degustazioni
    48 vignaiuoli
    5 birrifici

Orari di apertura delle degustazioni
Venerdì 14 Marzo: dalle ore 17:00 alle ore 22:00
Sabato 15 Marzo: dalle 15:00 alle 21:00
Domenica 16 Marzo: dalle 14:00 alle 20:00

Ricordiamo che l’accesso alle degustazioni sarà possibile tutti i giorni del festival fino ad un’ora prima della chiusura dei sotterranei!
***al fine di garantire la sicurezza e la fruibilità dell'iniziativa in caso di grande affluenza l'accesso alle celle sarà regolamentato e potrà essere bloccato in anticipo***

 

logo floresto vernazzaL’azienda agricola Il Foresto di Vernazza nelle Cinque Terre inizia a prendere forma nel 2018 senza sponsor e casate nobiliari.

Nel 2015 mi trasferisco a Vernazza coinvolto dal progetto dell’Associazione TUQUOQUE nel recupero terreni agricoli-vigneti terrazzati e la ricostruzione dei muretti a secco. Trovo lavoro in un'azienda agricola a Monterosso al Mare e parallelamente il progetto di recupero dei vigneti terrazzati dall’abbandono. Terminato il contratto di lavoro, azzardo, si aggiungono altri terreni ed inizio così a conferire ad altre cantine le uve prodotte.

 

Nel 2018 trovo un casolare abbandonato nelle alture di Vernazza riuscendo così a concretizzare il tutto e creare quindi l'azienda agricola.

I vini bianchi sono fatti con il tradizionale uvaggio delle Cinque Terre ovvero Bosco, Vermentino e Albarola ed in più varietà minori storiche del territorio (Picabon, Ruzzese e Rossese bianco) che abbiamo messo in collaborazione con il CNR-IVV di Torino. Il vino rosso è fatto con Sangiovese, Cabernet sauvignon, Ciliegiolo e Syrah.

Cenni storici e geografici sul territorio: Forte dislivello mare/monti con terrazzamenti dove la tradizione nella coltivazione e produzione di vino è millenaria. Da Giorgio Gallesio, nella sua Pomona Italiana, che collega la vernaccia al vermentino ligure: «È noto che Corniglia è una delle Cinque Terre della Liguria, e che Vernaccia è un’altra di queste così dette Cinque Terre, ed è noto che il vino prezioso che si fa in quei paesi è composto principalmente di un’uva conosciuta nel luogo sotto il nome di Piccabuono e nel resto del Genovesato sotto il nome di Vermentino. Il nome di Vernaccia è un nome ignoto fra le uve di quei paesi ed è invece il nome della Terra ove abbonda di più il Piccabon. Non si può dubitare che le uve che vi si coltivano al presente non siano le stesse che vi si coltivavano nel 14.mo e 15.mo secolo. Bisogna dunque concludere che il Piccabon dei nostri tempi è la Vernaccia degli antichi. Né intendo di dire con ciò che quest’uva abbia cangiato di nome: io sono convinto che sino da quell’epoca essa riceveva nelle Cinque Terre il nome di Piccabon: ma questo nome non passava all’estero; e il suo vino, portato in Toscana vi era distinto col nome del luogo ove era fatto e di quello da dove veniva, e così era chiamato Vernaccia di Corniglia. Noi abbiamo ancora al presente molti esempi di questo sistema nei vini del commercio. La maggior parte prendono il nome dai paesi da dove si estraggono, quantunque in essi o nei vicini ove si raccolgono, le uve che gli producono abbiano ognuna un nome proprio che la distingue dalle altre.

Condizioni ambientali del posto e dell’area di produzione: I vigneti si estendono all’interno del Parco Nazionale delle Cinque Terre, luogo dichiarato dall’UNESCO patrimonio mondiale dell’umanità. Qui la conformazione geomorfologica estremamente impervia così la viticoltura si pratica sui tipici terrazzamenti sostenuti da muretti a secco su irti pendii di scogliere a picco sul mare ad elevato rischio dissesto idrogeologico. Le particolari condizioni climatiche di questo tratto di costa sono rese ancora più critiche dal cambiamento mondiale con periodi siccitosi sempre più prolungati. Negli ultimi anni c’è stato un aumento esponenziale della fauna selvatica (cinghiali, caprioli) creando un forte squilibrio e ingenti danni all’agricoltura. Il lavoro in vigna è obbligatoriamente tutto manuale ma ciò permette di curare ogni singola pianta entrando in profonda sintonia con i vigneti coltivati e l’ambiente circostante. I vigneti sorgono su due differenti tipi di rocce ed in diverse storiche zone viticole nel comune di Vernazza e Corniglia dai 25 ai 500m sul livello del mare tra limoni, fichi d’india, pianta di capperi, finanche agavi e palme.

I miei principi e idealità di produttore: L’ambizione è di fare una viticoltura il più sostenibile possibile e viverne nel rispetto dell’  agro-eco-sistema impervio e fragile delle Cinque Terre e fare un vino fortemente caratterizzato dall’ambiente in cui nasce.

La mia opinione sull'utilizzo di OGM: Nutro poca fiducia nell’etica di chi finanzia e gestisce questa biotecnologia. La scienza è una cosa seria e importante ma spesso l’uomo se n’è approfittato per fare del male ad altri uomini, piante, animali, etc.


Nome produttore/azienda: Azienda Agricola Il Foresto di Vernazza di Michele Potenza

Ragione sociale: Ditta individuale
Indirizzo: Località Campasso, 1 – 19018 Vernazza (SP)
Telefono: 3318766719
E-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.        Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito internet: www.ilforestodivernazza.com

Proprietario: Michele Potenza
Possibilità di visitare l'azienda: Si, su appuntamento
Eventuali strutture ricettive: No
Eventuali servizi in azienda: No
Eventuali prodotti acquistabili in azienda: Vino e Miele

Descrizione del nucleo famigliare e loro coinvolgimento nelle attività agricole: Rocco (padre) mi aiuta nella cura dei nuovi vigneti ed in particolare delle giovani barbatelle, nella legatura invernale, vendemmia, nell’etichettatura e confezionamento delle bottiglie. Fabio (fratello) vive a Collegno (TO) e viene ad aiutarmi quando può durante l’anno, in particolare per la vendemmia.

Estensione terreni: 11 ha
Superficie coltivata a vigneto: Circa 1 ha dai 30 ai 500 metri slm
Altre colture: Limoni, piccolo orto
Tipo di conduzione: Dei vigneti 2000 mq di proprietà ed il restante in comodato d’uso-affitto
Tipo di coltivazione: Agricoltura integrata (non certificato)
Eventuale laboratorio di analisi utilizzato: Laboratorio regionale e lab di un emporio enologico

Vini prodotti: RECAUSI (Vino bianco); TARSOARSO (Vino BIANCO); ROCTER (Vino rosso)

Numero totale di bottiglie prodotte: 4-5000 bottiglie (annata '22)
Vendita diretta: Si, in fiere e azienda 5%
Vendita nella media e/o grande distribuzione: Vendita diretta nel settore horeca

I VINI

RECAUSI (Vino Bianco)

Annata: 2022

La viticoltura

Nome vigneto/i: Contra, Comenecco Caruso, Zuara
Superficie (ha): In totale circa 0,7
Suolo: Con molto scheletro composto prevalentemente da roccia scisto argillosa il cui colore vira dall'ocra e gradatamente sino al ruggine.
Esposizione dei filari: Varia molto
Altitudine: Dai 30 ai 500 m slm
Vitigno/i: Bosco, Vermentino, Albarola(Piccole quantità di vitigni minori Rossese bianco, Ruzzese, Piccabon)
Portainnesto/i: Prevalentemente Paulsen 1103 (V. berlandieri x V. rupestris)
Forma di allevamento: Spalliera e pergola
Anno di impianto:  Dal 1947 al 2007
Densità d’impianto: Dai pochi delle pergole ai circa 7000 ceppi/ha
Produzione per ceppo: Mediamente due Kg
Produzione per ettaro: Mediamente due Kg circa 40 q/ha
Trattamenti: Ame e zolfo bagnabile, Zolfo in polvere, Bacillus t.k., Sapone molle, in emergenza uno o due trattamenti sistemici (mai dopo giugno).
Fertilizzanti: Letame e organo-minerale di origine naturale.
Modalità di vendemmia: Manuale cassetta
Utilizzo di uve acquistate da terzi: Si (dipende dall’annata e dai danni causati da ungulati e meteo).

L’enologia

Modalità di diraspatura e pigiatura: Diraspatrice elettrica
Modalità di pressatura: Torchio idraulico/pressa
Vinificatori in (materiale): Acciaio vetroresina e vetro
Macerazione: Si a temperatura non controllata se non con un po’ di neve carbonica
Anidride solforosa e/o acido ascorbico: In pigiatura – travaso – imbottigliamento, ovviamente il minimo indispensabile.
Utilizzo di lieviti selezionati: Spontanea
Metodologia di stabilizzazione: Nessuna
Filtraggi: No
Chiarifiche: Bentonite (stabilità proteica)
Eventuale affinamento in acciaio: 6 mesi, fino a primavera
Eventuale affinamento in botte o barrique: No
Eventuale affinamento in bottiglia (durata): 1 mese
Resa uva/vino: 60-65 %
Numero di bottiglie prodotte: 3000 circa
Tipologia bottiglia: Bordolese
Tappo in: Sughero conglomerato
Destinazione delle vinacce: Compost per orto
Produzione di grappe o distillati: No

Le caratteristiche chimiche

Titolo alcolometrico: 13%vol
Acidità (g/l): 6,00
Ph: 3,40
Estratto secco (g/l): 23,80
Anidride solforosa libera (mg/l all’imbottigliamento): 25
Anidride solforosa totale (mg/l all’imbottigliamento): 85

Descrizione organolettica e libera

Il mio vino è: VINO

TARSOARSO (Bianco)

Annata: 2022

La viticoltura

Nome vigneto/i: Contra, Lama
Superficie (ha): In totale circa 0,3
Esposizione dei filari: Varia
Altitudine: Dai 25 ai 60 m slm
Vitigno/i: Bosco, Vermentino, Albarola (con una prevalenza di uve Bosco)
Portainnesto/i: Prevalentemente Paulsen 1103 (V. berlandieri x V. rupestris)
Forma di allevamento: Spalliera e pergola
Anno di impianto: Dal 1947 al 2007
Densità d’impianto (ceppi/ha): Dai pochi delle pergole ai circa 7000 ceppi/ha
Produzione per ceppo (kg/pianta): Meno di un Kg
Produzione per ettaro (q/ha): Circa 30 q/ha

Trattamenti: Rame e zolfo bagnabile, zolfo in polvere, Bacillus t.k., Sapone molle, in emergenza uno o due trattamenti sistemici (mai dopo giugno).
Fertilizzanti: Letame e organo-minerale di origine naturale.
Data inizio vendemmia: Prima settimana di settembre in genere. 
Modalità di vendemmia: Manuale cassetta
Utilizzo di uve acquistate da terzi: Si (dipende dall’annata e dai danni causati da ungulati e meteo)
Certificazioni: No

L’enologia

Modalità di diraspatura e pigiatura: Diraspatrice elettrica
Modalità di pressatura: Torchio idraulico
Vinificatori in: Acciaio vetroresina e vetro
Macerazione: Si a temperatura non controllata se non con un po’ di neve carbonica
Anidride solforosa e/o acido ascorbico: Pigiatura – travaso – imbottigliamento, ovviamente il minimo indispensabile
Utilizzo di lieviti selezionati: Fermentazione spontanea
Metodologia di stabilizzazione: Freddo invernale quando c’è
Filtraggi: No
Chiarifiche: Bentonite
Eventuale affinamento in acciaio: 6 mesi su fecce fini sino a primavera
Eventuale affinamento in botte o barrique: No
Eventuale affinamento in bottiglia: 6 mesi
Eventuali correzioni: No
Uso di mosto concentrato/mosto concentrato rettificato: No
Utilizzo di concentratore: No
Pratiche di “salasso”: No
Resa uva/vino: 60-65%
Numero di bottiglie prodotte: 500
Tipologia bottiglia: Bordolese
Tappo in (materiale): Sughero conglomerato
Destinazione delle vinacce: In vigna
Produzione di grappe o distillati: No

Le caratteristiche chimiche

Titolo alcolometrico: 14%vol
Acidità (g/l): 6,50
Ph: 3,30
Estratto secco (g/l): 26,57
Anidride solforosa libera (mg/l all’imbottigliamento): 20
Anidride solforosa totale (mg/l all’imbottigliamento): 80

ROCTER (Rosso)

Annata: 2021

La viticoltura

Nome vigneto/i: Contra, Lama, Comenecco, Caruso-Zuara
Superficie (ha): In totale circa 0,2
Esposizione dei filari: Varia
Altitudine: Dai 30-500 m slm
Vitigno/i: Sangiovese, Merlot, Cabernet f., Ciliegiolo, Granaccia e Canaiolo             

Portainnesto/i: Prevalentemente Paulsen 1103 (V. berlandieri x V. rupestris)
Forma di allevamento: Spalliera e pergola
Anno di impianto: Dal 1947 al 2007
Densità d’impianto (ceppi/ha): Dai pochi delle pergole ai circa 7000 ceppi/ha
Produzione per ceppo (kg/pianta): Circa due Kg
Produzione per ettaro (q/ha): Circa 40-50 q/ha

Trattamenti: Rame e zolfo bagnabile, zolfo in polvere, Bacillus t.k., Sapone molle, in emergenza uno o due trattamenti sistemici (mai dopo giugno).
Fertilizzanti: Letame e organominerale di origine naturale.
Data inizio vendemmia: Prima settimana di settembre in genere.  
Modalità di vendemmia: Manuale cassetta
Utilizzo di uve acquistate da terzi: Si (dipende dall’annata e dai danni causati da ungulati  e meteo)
Certificazioni: No

L’enologia

Modalità di diraspatura e pigiatura: Diraspatrice elettrica
Modalità di pressatura: Torchio idraulico
Vinificatori in: Acciaio, vetroresina e vetro

Macerazione: Si a temperatura non controllata
Anidride solforosa e/o acido ascorbico: Pigiatura – travaso – imbottigliamento, ovviamente il minimo indispensabile
Utilizzo di lieviti selezionati: No
Metodologia di stabilizzazione: Freddo invernale quando c’è
Filtraggi: No
Chiarifiche: Bentonite

Eventuale affinamento in acciaio: 6 mesi su fecce fini sino a primavera
Eventuale affinamento in botte o barrique: No
Eventuale affinamento in bottiglia: 6 mesi

Eventuali correzioni: No
Uso di mosto concentrato/mosto concentrato rettificato: No
Utilizzo di concentratore: No
Pratiche di “salasso”: No
Resa uva/vino: 60-65%

Numero di bottiglie prodotte: 500
Tipologia bottiglia: Bordolese
Tappo in (materiale): Sughero conglomerato

Destinazione delle vinacce: In vigna
Produzione di grappe o distillati: No

Le caratteristiche chimiche

Titolo alcolometrico: 13%vol
Acidità (g/l): 6,30
Ph: 3,35
Estratto secco (g/l): 25,57
Anidride solforosa libera (mg/l all’imbottigliamento): 22
Anidride solforosa totale (mg/l all’imbottigliamento): 89